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23 - 02 - 2019

Gli inganni della mente

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gli inganni della mente

 

Girovagando per il mondo, a Gesù venne un'idea per mettere alla prova il suo
amico Pietro.
«Ascolta, Pietro: ti piacerebbe avere un bel cavallo sul quale percorrere senza
fatica lunghi tragitti?»
«Altrochè!» rispose Pietro di rimando. «Ho sempre sognato un destriero che
obbedisca solo al mio richiamo e mi trasporti veloce come il vento». Già si
immaginava ergersi impettito su un gran cavallo bianco, poi guardò il Signore, forse
un po' vergognandosi di quel pensiero che lui certamente aveva letto nella sua mente.
«E allora, sai cosa ti propongo? Avrai quel cavallo se sarai capace di recitare tutto
di fila un Padre nostro senza mai distrarti per un solo attimo.»
A Pietro non parve vero. Che ci voleva! Gli sembrava fin troppo facile come
compito per un regalo così prezioso.
«Oh certo, non ci sono problemi, figurarsi, è dagli anni della nostra amicizia sulla
terra che mi insegnasti questa preghiera e io da allora l'ho sempre recitata, e tu sai
quanto tempo è passato!»
«Bene, Pietro, allora siamo d'accordo: tu reciterai il Padre nostro senza mai
distrarre la tua mente e il cavallo sarà tuo» disse Gesù tutto serio.
A Pietro non parve vero e senza aspettare un solo istante cominciò la sua orazione.
Si fosse almeno concentrato un po'!... Macchè, via con il Padre nostro.
«Padre nostro che sei nei cieli, venga il tuo regno... acciderba con un cavallo
attraverserei tutto un regno... sia fatta la tua volontà... tutto è sua volontà, forse
anche il fatto che io abbia un cavallo..., come in cielo così in terra. Dacci oggi il
nostro pane quotidiano... anch'io darei ogni giorno la biada al mio cavallo. .. rimetti
a noi i nostri debiti, così come noi li rimettiamo ai nostri debitori... non dovrei
neppure fare un debito per avere questo cavallo...non ci indurre in tentazione...»
E qui Pietro si fermò, conscio solo in quel momento di quale tiro birbone gli aveva
giocato la mente!
«Pietro, Pietro, dopo tanto tempo ancora non hai imparato che il cavallo più
difficile da domare è proprio la nostra mente.»
«Perdona, Signore, ma è stato senza che io me ne accorgessi. D'ora innanzi sarò
molto più consapevole che non sempre io sono padrone della mia volontà, ma che la
mente può in un attimo portarmi dove lei vuole.»
«Non c'è problema, Pietro» rispose Gesù. «Certo è che oggi tu ci hai rimesso un
cavallo».

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