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24 - 07 - 2019

Come nacquero i pesci

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come nacquero i pesci

 

Una volta le acque dei fiumi erano prive di pesci e gli Indios, per sopravvivere, andavano a caccia degli animali della foresta, la cui carne, insieme a radici selvatiche, bacche e frutta, aiutava a vincere i morsi della fame.
Venne un tempo in cui in un villaggio crebbe un Indio bellissimo, dal corpo muscoloso e dall'aspetto così fiero che tutte le donne della tribù si innamorarono di lui.
Gli uomini si accorsero di questo e, in preda alla gelosia, pensarono di eliminarlo.
Fu così che andarono da un malefico stregone, esperto in incantesimi, che, persuaso dalle loro lamentele, invocò gli spiriti maligni perché il giovane fosse tramutato in un animale.
In men che non si dica, l'incantesimo si avverò e il bellissimo Indio fu trasformato in un tapiro.
Ma quegli uomini non erano ancora soddisfatti: cominciarono a inseguire il povero animale, scagliandogli contro lance e frecce.
Il tapiro, ferito, rallentò la sua corsa e, raggiunto dagli Indios, fu ucciso a colpi di clava e trasportato al villaggio, dove le donne, ignare, accolsero il loro ritorno, ricco di selvaggina, con acclamazioni di gioia, secondo la consuetudine.
Spartita la cacciagione, le donne la cucinarono e la mangiarono, assolutamente all'oscuro di quel che era successo.
Solo alcuni giorni dopo, quando non videro più aggirarsi tra le capanne del villaggio il bel giovane, capirono che doveva essergli successo qualcosa di grave.
Così, gli uomini, beffardamente, raccontarono loro la verità.
La prima reazione delle donne fu quella di vomitare le carni: poi, da quel momento, si chiusero per giorni e giorni in un silenzio che non prometteva niente di buono.
Pochi giorni dopo, gli uomini si prepararono di nuovo per andare a caccia, ma, per nulla tranquilli di quello strano mutismo delle loro donne, chiesero agli anziani che restavano nel villaggio, di sorvegliarle, mentre confezionavano utensili e ornamenti.
Appena gli Indios scomparvero nel fitto della foresta, le donne, apparentemente tranquille, cominciarono a dipingersi l'un l'altra di rosso e di nero, usando i tradizionali coloranti vegetali e decorando per intero il corpo con i disegni caratteristici di quella tribù.
Fu così che i vecchi, ben presto diminuirono la loro attenzione e, approfittando di ciò, le donne si disposero in fila e iniziarono dei piccoli passi di danza, portandosi pian piano tutte insieme, alla riva del fiume.
Quando gli anziani capirono che stava per succedere il peggio, era ormai troppo tardi: le donne, buttatesi in acqua furono trasformate di colpo in pesci di tutti i tipi, le cui squame riproducevano i disegni di cui il loro corpo era, prima, interamente dipinto.
I vecchi, disperati per la loro disattenzione, si tuffarono anch'essi in acqua, cercando di afferrare quelle che ancora non avevano subito l'incantesimo e tirarle a riva, ma furono trasformati all'istante in pesci elettrici e in razze costituendo da quel momento un costante pericolo per chi si immerge nei fiumi.
Il pesce elettrico, infatti è capace di emettere delle scariche che possono uccidere un uomo, mentre la razza è provvista di un aculeo che, entrato nella pelle del malcapitato che la sfiora, provoca dolori lancinanti per giorni e giorni.
Quando gli Indios tornarono dalla caccia, non ci furono, stavolta ad accoglierli, le grida delle loro donne.
C'erano solo i bambini, nel villaggio: questi, tra un singhiozzo e l'altro raccontarono l'accaduto.
Quasi increduli, gli uomini si precipitarono verso il fiume, dove videro, per la prima volta, i pesci che fendevano le acque con le loro squame colorate in modo estremamente familiare.
Il racconto dei bambini era proprio vero...
Disperato, uno di loro, afferrò una liana e vi fissò all'estremo un frutto in modo da ricavarne un'esca rudimentale che fu lanciata in acqua.
In me che non si dica, un pesce abboccò e lui, svelto, lo tirò fuori dall'acqua.
In quel momento il corpo del pesce prese di nuovo le sembianze della donna.
Ma solo per un attimo: con energici movimenti ella si liberò e si rituffò in acqua, trasformandosi di nuovo in pesce.
Anche gli altri uomini tentarono di afferrare il pesce col disegno corrispondente alla loro moglie.
Ma fu tutto inutile: appena era preso il pesce diventava donna, che, divincolandosi con potenti strattoni, riusciva a liberarsi dalla presa e si immergeva nelle limpide acque del fiume, ridiventando di nuovo pesce.
In preda alla disperazione e consapevoli della maledizione che incombeva su di loro, gli Indios si dispersero nel folto della vegetazione, dove un incantesimo li trasformò in pappagalli, farfalle, scimmie e altri animali che popolano oggi la foresta.

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