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22 - 09 - 2017

Il canto dell' uirapurù

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C'era una volta un capo Indio che aveva una moglie bellissima, la quale destava l'ammirazione di tutti gli uomini del villaggio.
Questo suscitò in lui una gelosia esagerata a tal punto da proibire a qualunque Indio della tribù di avvicinarsi alla donna amata.
Così tutti gli uomini, pur desiderandola segretamente, si dovettero rassegnare a malincuore alla volontà del capo.
Tutti, tranne uno, un giovane e coraggioso guerriero: il suo nome era Uirapurù e, come gli altri, anzi più degli altri, desiderava quella donna che aveva stregato l'intera tribù.
Non riusciva a darsi pace per l'impossibilità di andarle vicino e per non poterle rivolgere parola.
Così, per nulla intenzionato a piegarsi all'ordine del capo, si rivolse al Grande Spirito, chiedendo un aiuto che alleviasse la sofferenza del suo cuore, così innamorato, ma impossibilitato ad agire.
E venne presto la risposta dello Spirito, che trasformò Uirapurù in un leggiadro e coloratissimo uccellino, di modo che potesse avvicinarsi alla innamorata, senza destare i sospetti del marito.
Così, alle prime luci dell'alba, Uirapurù prese il volo ed entrò con decisione nella capanna del capo, intonando un canto così dolce che, invece di attirare l'attenzione della donna, fece nascere nel marito di lei una tale ammirazione, che questi cominciò a rincorrerlo per impossessarsi del prezioso uccellino mai visto prima di allora.
Uirapurù fuggì nella selva e l'uomo gli corse appresso addentrandosi così velocemente nel profondo della foresta, che, ben presto senza accorgersene perse l'orientamento e si smarrì nella giungla senza più far ritorno al villaggio.
Uirapurù, accortosi di ciò, ritornò indietro e, con molta eccitazione si diresse volando verso la capanna della donna dei suoi sogni.
Così, appena varcò la soglia cominciò a intonare il suo canto...
Ma quale non fu la sua sorpresa quando si accorse che la donna restava assolutamente indifferente al suo richiamo! Egli non si rassegnò e ne intonò un altro, ancora più bello...
Ma la donna continuò imperterrita a non dargli retta e fu così che il canto dell'uccellino divenne sempre più triste ed echeggiò in tutta la sua dolcissima malinconia nel folto della foresta, riducendo al silenzio tutti gli altri uccelli.
Ancora oggi, il minuscolo Uirapurù si aggira nella foresta con i suoi colori smaglianti: è possibile udire il suo canto solo una volta all'anno, quando fa il nido.
In quel frangente il suo canto è così cristallino e di tale dolcezza che, si dice, tutti gli uccelli della foresta ammutoliscano in segno di rispetto e di ammirazione.

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