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21 - 05 - 2019

Il fiume della pace

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il fiume della pace

 

Fulgenzio era un buon padre e un ottimo marito. In un giorno triste e sventurato
Francesca, la giovane moglie, dolcissima compagna della sua vita, se n'era andata per
sempre.
Piangeva, Fulgenzio, piangeva inconsolabile. Talvolta, gli sembrava dopo un lungo
pianto di stare meglio. Momenti inattesi, in cui qualcosa dentro di lui cercava di
rassicurarlo che, sì, soffriva, ma non poi così intollerabilmente... che in fondo, forse,
col tempo ce l'avrebbe fatta a superare quel momento. Ma poi, d'un tratto, la stilettata
rovente di un ricordo... e la calma appena raggiunta si turbava e tornava a perdersi
nelle lacrime.
Una sera, rannicchiato sul letto in un pianto silenzioso per non svegliare i bambini,
la Vergine delle Lacrime ebbe pietà di lui. Era un'immagine quieta, calda e
rassicurante, che lo prese per mano.
«Vieni con me, figlio del dolore» gli disse la Vergine Addolorata. «Vieni con me:
andremo in pellegrinaggio al Fiume della Pace. Chiunque si bagna in questo fiume
riceve consolazione».
Camminarono per parecchi giorni, e percorsero lande desolate e luoghi così oscuri
da non poter distinguere il giorno dalla notte. Ad un certo punto, Fulgenzio cominciò
a sentire il rumore di acque scroscianti. Un fiume immenso, dalle acque pure e
trasparenti, stava di fronte loro.
«Immergiti nel Fiume della Pace, pellegrino del dolore» gli intimò la Vergine. «Le
sue acque scioglieranno la tua pena e la tua angoscia».
Fulgenzio si immerse. Sentì in tutto il corpo nuovo vigore e pace, una pace
balsamica che penetrava la carne dolente e leniva le ferite profonde. Dopo
quell'immersione purificatrice, Fulgenzio chiese alla Madonna del Pianto: «Da dove
provengono le acque benefiche di questo fiume?».
«Sono le lacrime del mondo» rispose la Vergine. «Tutte le lacrime del mondo si
raccolgono in questo fiume. Lacrime amare, di paura, di dolore, di delusione, di
sconfitta, di rabbia. Ma anche le lacrime più dolci, quelle versate per amore, per il
ritorno di una persona cara, per uno scampato pericolo.»
Fulgenzio udì i sospiri e i gemiti di tutti coloro che avevano versato quelle lacrime
e comprese che anche le sue lacrime erano ormai un unico pianto, puro e indistinto,
che scorreva nelle acque di quel fiume. Si sentì in comunione totale con tutto il
dolore e la gioia del mondo. Fu in quel momento che la Madre di Dio gli parlò del
dolore di suo Figlio, e Fulgenzio sentì il pianto di Cristo davanti alla tomba di
Lazzaro, il pianto nel Getsemani, il pianto della Croce.
Fulgenzio si ridestò improvvisamente, il cuscino era ancora bagnato, ma una pace
profonda si era impadronita di lui. Non era più il figlio del dolore, ma della
compassione

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