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23 - 07 - 2019

Thor...il gigante buono

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thor


Baluardo e difensore della società divina costantemente impegnano in duri combattimenti contro i malvagi, dotato di una potenza muscolare tutta terrestre. Tacito lo confronta con Ercole proprio per le sue caratteristiche da “forzuto”. Tuttavia l’ampio spettro dei suoi protettorati simbolici e l’eccezionale diffusione del suo culto portarono a tradurre il nome del giorno a lui consacrato come dies iovis. Un fragoroso boato, preceduto da accecanti scintille, preannunciano il passaggio del carro del possente signore del tuono, primogenito di Odino e Jordh: il rosso Thor. Maestosamente il dio frusta con veemenza i suoi due capri Tanngnjostr (che fa scricchiolare i denti) e Tanngrisinir (che fa stridere i denti). Questi due non ancora privi della loro anima selvaggia, erano i simbolici arrecatori di perturbazioni temporalesche, ammucchiate al rumore delle loro mandibole in continuo movimento. Una fluente barba rossa cupa e una lunga chioma rossiccia incorniciavano il volto eternamente corrucciato del dio. I suoi occhi quasi nascosti dalle spesse sopracciglia fulve, avevano lo stesso ardente colore delle braci. L’armamento magico comprendeva una portentosa cintura capace di raddoppiare all’occorrenza la sua già eccezionale potenza muscolare. Le sue mani nodose, avvolte in magici guanti di ferro, stringevano il corto manico del martello Mjolnir (maciullatore), onnifrantumante arma, inestimabile strumento d’offesa contro malefici mostri e giganti. Una volta lanciato e frantumato il bersaglio torna nelle mani di Thor, come un devastante boomerang. Il martello è anche simbolo del fulmine nella sua qualità di arma celeste. I contadini lo veneravano vedendo in lui il signore delle piogge e mettevano come pendoli al collo dei figli dei piccoli martelli per proteggerli dalle forze maligne. Thor aveva sposato Sif la dea della fertilità dai capelli dorati come le spighe mature, immagine risplendente dell’abbondanza delle messi. Con la sua sposa divide i possedimenti di Thrudbangar (vd. Asgardh). Incoronazione dell’energia vitale non si accontentava di una sola donna seppur bellissima, infatti sappiamo di diverse scopate con mortali o gigantesse. Ma un solo incontro fu per lui importante: quello con la gigantessa Jarnsaxa, da questa ebbe due figli Modhi (coraggio selvaggio) e Magni (potenza colossale), E quando Thor cadrà vittima delle esalazioni asfissianti della Sempr (all’alba dei tempi) sarano i suoi figli Modhi e Magni a prendere in consegna il mitico martello, portandolo alla nuova cittadella divina, consci che la pace e la prosperità vanno difese con la forza.

 

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