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24 - 03 - 2019

Rocca di castel d'Arquato

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È abbastanza rovinata esternamente, ma sia il torrione che la piazza del paese antistante l'edificio sono conservati molto bene, inoltre la rocca è visitata quotidianamente da scolaresche e gruppi turistici. Per le visite di gruppo forniscono una guida ed è obbligatorio prenotare in anticipo.

All'interno del torrione alto circa 50 metri si trovano diverse stanze, tutte ristrutturate per i turisti e che hanno la funzione di spiegare la storia della fortezza con video dimostrativi e gallerie fotografiche. Molti documenti esposti sono scritti in latino e poi tradotti per le spiegazioni.


 

ovviamente costruita per scopi difensivi, in quanto in quel periodo i castelli e le fortezze avevano il solo scopo di controllare un territorio poco esteso (dal nostro punto di vista) ma impervio, dominato dagli appennini e da piccole valli attraversate da parecchi corsi d'acqua, che 700 anni fa erano sicuramente più estesi.
Il torrione permetteva di osservare circa 10 km di territorio con la funzione di vedetta, perchè erano di routine gli assedi ed i tentativi di conquista della città da parte degli altri feudi sparsi tra le provincie di Parma e Piacenza.
I feudi nemici cercavano prima di scendere a compromessi politici con i signori della cittadina e di trattare una forma di cooperazione con lo scopo di assoggettare il feudo, ma poi quasi sempre inevitabilmente si andava ad una rottura delle trattative e si passava a sistemi più energici, come gli assedi, l'uso delle catapulte, l'uccisione mirata di qualche persona importante, fino a quando, magari anche dopo anni di assedio, la resistenza fisica e psicologica degli abitanti era stata distrutta o ridotta.
A quel punto veniva sferrato l'attacco alla rocca con l'uso di rampe mobili in grado di elevarsi sopra le mura e permettere ai soldati l'ingesso nella roccaforte, oppure venivano cataèpiltati cadaveri di animali e veniva interrotto l'approvigionamento idrico per accellerare la resa degli abitanti.


 detenevano il potere militare e quindi politico, e pagavano dei mercenari che controllavano a tempo pieno il territorio e le persone che uscivano ed entravano al castello. Molto bella anche la Rocca di Gropparello, che si trova a circa 20 km ad ovest in direzione di Piacenza.
Posta anch'essa su di una colina, fu eretta nello stesso periodo ma è molto più estesa di quella di Castell'Arquato e si estende su di un terrapieno molto ampio con vista panoramica, sempre a scopo difensivo.
Per motivi di sicurezza le cantine ed i passaggi segreti di queste rocche sono chiusi al pubblico, in quanto insicuri e pericolanti. In realtà questi condotti porterebbero a cavità ben più ampie e disposte in profondità sotto tutti i castelli, ma si sa che le autorità e soprattutto la chiesa da sempre fanno di tutto per impedire gli ingressi agli estranei e soprattutto impediscono la bonifica ed il restauro di quelli già aperti al pubblico.

d'Adda ed a Soncino, anche qui abbiamo trovato i lucchetti posti agli ingressi per le cantine, ed il puzzo maleodorante e l'incuria contribuiscono ad evitare a turisti occasionali ed ai curiosi di addentrarsi nei passaggi segreti.


Queste roccaforti, in quanto di natura difensiva più che abitativa, disponevano appunto di passaggi che permettevano la fuga in caso di assedio e soprattutto di assalto all'edificio, perchè solitamente gli assalitori dopo mesi o addirittura anni di tentativi a vuoto di impadronirsi dell'edificio e quindi della cittadina, una volta all'interno non si sottraevano di certo a violenze di ogni tipo nei confronti degli abitanti, sia uomini che donne e bambini. Quindi dalla roccaforte si poteva raggiungere il centro della città, distante magari anche diversi km oppure scendere in profondità e collegarsi a stanze segrete ed illuminate, dotate di aerazione e di vie di fuga.
Ma il clero ha sempre negato o celato l'esistenza di questi passaggi, rendendo visibile solamente le strutture in evidenza e poste in superficie. Nell'area di Parma-Piacenza esistono circa altre 20 roccaforti simili a queste, tutte ben conservate e tutte aperte al pubblico.
Famosa è la roccaforte di Barzi, in cui spesso appare un fantasma con le sembianze di una donna vissuta nel castello intorno al 1300 e morta in circostanze misteriose.

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