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24 - 03 - 2019

Chiesa di San Matteo a Genova

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Un po’ di storia: La chiesa di San Matteo fu fondata nel 1125 da Martino Doria come chiesa gentilizia della propria famiglia e completamente modificata in forme gotiche nel 1278. Si affaccia sull'omonima piazza, che rappresenta forse l'angolo meglio conservato della Genova medioevale.
L'edificio fu rinnovato a metà del XVI secolo per volere di Andrea Doria da Giovanni Angelo Montorsoli (presbiterio e cupola); e poi nel 1557-1559 su progetto di Giovanni Battista Castello (navate e decorazione, realizzata insieme a Luca Cambiaso).
Della sistemazione gotica si è conservato l'interno a tre navate e, soprattutto, l'intatta facciata a strisce bianche (marmo) e nere (ardesia), tripartita da lesene incorniciate da archetti; il paramento bicromo è arricchito da un grande rosone centrale e da due bifore (prive di colonnina interna) ai lati. Nel prospetto è inserito un sarcofago tardoromano - secondo l'uso locale, attestato anche nella cattedrale di San Lorenzo - con Allegoria dell'autunno, già sepoltura di Lamba Doria, che lo riportò da Curzola (Dalmazia).
Sul fianco sinistro della chiesa si trova il chiostro di San Matteo di forma quadrangol
are del 1308, ad archi acuti su colonnine binate; all'interno, la cantoria, l'altare con trofei, i due pulpiti e le urne del presbiterio sono attribuiti a Silvio Cosini e a Giovanni Angelo Montorsoli (autore pure delle statue che ornano le nicchie dell'abside).
Il chiostro della chiesa
Nella volta della navata centrale si trovano il Miracolo del dragone d'Etiopia di Luca Cambiaso e la Vocazione di San Matteo di Giovanni Battista Castello; da notare una Deposizione, scultura lignea di Anton Maria Maragliano, e la tomba di Andrea Doria, opera del Montorsoli, nella cripta. Sull'altare maggiore è conservato un dipinto della Sacra Famiglia con Sant'Anna di Bernardo Castello del XVI secolo; secondo la tradizione la spada conservata sotto l'altare maggiore appartenne all'ammiraglio Andrea Doria che fu donata dal pontefice Paolo III. Nell'altare a sinistra del maggiore è presente la tela del Cristo fra santi e donatori di Andrea Semino
A Genova, nella Chiesa di San Matteo, apparirebbe ancora oggi l’eterea presenza di un nobile della casata dei Doria. Un altro spettro è stato più volte visto nei pressi della chiesa di San Donato. Altri luoghi infestati di Genova sarebbero il Palazzo Rosso, le rovine del convento di San Silvestro e la cosiddetta Casa del Boia, in Piazza Cavour, dove ancora, in certi periodi dell’anno, è possibile udire i lamenti dei condannati a morte che passarono di lì.

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