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17 - 01 - 2019

La vendetta degli alberi

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la vendetta degli alberi


    Cera una volta un vecchio contadino che aveva due figli;  il vecchio e
    il  figlio  maggiore formavano una coppia scaltra,  come quelle che si
    incontrano frequentemente dalle parti  di  Bristol.  Non  erano  molto
    onesti  e  cercavano  sempre  di  fare  i furbi negli affari;  la loro
    fattoria era ricca e poteva garantire lavoro a venti uomini ma era  un
    lavoro  duro  e il figlio maggiore non voleva affaticarsi per qualcosa
    che non era ancora suo.  Sia il padre che  il  figlio  sembravano  non
    apprezzare  l'abbondanza  in  cui vivevano.  Il figlio minore,  che al
    contrario era un ragazzo buono e  gentile,  non  condivideva  il  loro
    atteggiamento.
    La  fattoria  era  situata  vicino  a  una  grande foresta e il figlio
    minore,  che aveva il compito di  andare  al  mercato,  l'attraversava
    spesso,  stando  però  ben  attento  a  partire all'alba e a essere di
    ritorno prima che calasse la  notte;  inoltre  ogni  volta,  prima  di
    entrare  nel  bosco,  chiedeva  alla  vecchia  quercia  il permesso di
    attraversare la macchia.
    Un giorno il vecchio iniziò a tagliare  gli  alberi  nel  bosco  senza
    chiedere  permesso  a  nessuno,  benché  crescessero  molti alberi nei
    pressi della fattoria e il figlio minore,  che non  approvava  l'agire
    del padre, si allontanò da casa. Gli alberi non dissero nulla e questo
    era  un  cattivo  segno:  si  dice infatti che,  se vogliono avvertire
    qualcuno,  gli alberi sussurrano leggermente;  se sono muti  significa
    invece che sono molto arrabbiati.
    Così,  mentre il padre e il figlio maggiore abbattevano gli alberi del
    bosco, la vecchia quercia lasciò cadere uno dei suoi rami su di loro e
    li uccise.  Quando il figlio minore attraversò il bosco per recuperare
    i loro corpi gli alberi non lo ostacolarono ed egli ne uscì incolume.
    Da  quel  giorno  il giovane si occupò della fattoria,  restituì tutto
    quello che il padre aveva rubato e risistemò gli steccati.  Da  allora
    gli  capitò  spesso  di  attraversare  il  bosco  con il suo carro per
    recarsi al mercato,  ma gli alberi gli concessero sempre di passare  e
    non  lo  disturbarono,  né  lasciarono  mai  cadere dei rami sulla sua
    testa.  Il giovane comunque,  per essere più tranquillo,  fissò  sotto
    ogni stivale una croce fatta di chiodi.

 

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