mod_eprivacy
20 - 03 - 2019

Le dame verdi

Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 

 

la dama verde

Cera una volta una collina su cui si  ergevano  tre  grandi  alberi  e

    nelle  notti  di  luna piena capitava di udire dei canti e di scorgere
    tre Dame verdi danzare.
    Nessuno osava avvicinarsi alla collina eccetto un contadino  che  ogni
    anno, prima che calasse la notte di mezza estate, saliva sulla collina
    per  deporre  delle  primule  ai  piedi  dei  tre  alberi.  Le  foglie
    stormivano,  il sole brillava e il contadino,  per  sicurezza,  faceva
    sempre  in  modo  di  rincasare prima che facesse buio.  Possedeva una
    fattoria molto produttiva e spesso diceva ai suoi tre  figlioli:  "Mio
    padre  mi  diceva sempre che la nostra fortuna sta lassù;  quando sarò
    morto non scordate di fare come me,  come fece mio padre prima di me e
    come  fecero  tutti i nostri avi".  I ragazzi lo ascoltavano ma non lo
    prendevano troppo sul serio, eccetto il più giovane.
    Quando il vecchio morì la fattoria  venne  divisa  in  tre  parti:  il
    fratello maggiore si prese quella più grande, il secondo una parte più
    piccola  e  il  più giovane si dovette accontentare di una striscia di
    terreno arido e impervio ai piedi della collina.  Invece di lamentarsi
    cominciò a lavorare la terra di gran lena,  cantando; ogni sera, prima
    del tramonto, rientrava a casa.
    Un giorno i fratelli andarono a trovarlo.  Le loro grandi fattorie non
    rendevano   bene   e  quando  videro  il  piccolo  campo  d'orzo  così
    rigoglioso,  i pochi alberi così carichi di frutta,  le  verdure  così
    verdi  e deliziosamente profumate,  furono rosi da una grande invidia.
    "Chi ti aiuta nel tuo lavoro?" chiesero.  "Dicono giù al villaggio che
    qui  la  notte  si canta e si balla: un contadino che lavora sodo,  la
    notte dovrebbe essere a letto." Il giovane non rispose  e  continuò  a
    lavorare.
    "Eri  tu  quello  che  abbiamo  visto sulla collina vicino agli alberi
    mentre venivamo qui? Cosa stavi facendo?"
    "Facevo quello che nostro padre ci aveva  raccomandato  di  fare  ogni
    anno;  questa  è  la notte di mezza estate" rispose tranquillamente il
    ragazzo.  I fratelli erano davvero molto  arrabbiati:  "La  collina  è
    mia!" urlò il maggiore.  "Che non ti veda mai più lassù!  E per quanto
    riguarda gli alberi, ho giusto bisogno di legname per costruire il mio
    nuovo granaio.  Domani ne taglierò uno e voi due mi aiuterete." Ma  il
    secondo  fratello  disse  che  l'indomani  sarebbe  dovuto  andare  al
    mercato; il più giovane tacque.
    Il giorno seguente,  il giorno di mezza estate,  il fratello  maggiore
    salì  sulla  collina  con i suoi braccianti muniti di asce e chiamò il
    fratello minore,  che stava lavorando  nell'orto,  perché  venisse  ad
    aiutarlo.  Per  tutta risposta egli lo ammonì: "Ricordati che giorno è
    oggi!".  Il maggiore non gli badò e si avviò su per  la  collina  alla
    volta dei tre alberi. Quando colpì con l'ascia il primo dei tre alberi
    si  udì  un  grido  di  donna:  i  cavalli  e  i  braccianti fuggirono
    spaventati ma egli proseguì nel suo lavoro.  Il vento  fischiava,  gli
    altri  due  alberi  agitavano  furiosamente  le  fronde  e a un tratto
    l'albero colpito  cadde  sul  contadino  e  lo  uccise.  I  braccianti
    tornarono  sulla  collina  per  portar  via  il cadavere del padrone e
    l'albero abbattuto;  da quel giorno,  nelle notti di  luna  piena,  si
    videro solo due Dame verdi danzare sulla collina.
    Il  secondogenito  decise  di  occuparsi  della fattoria del maggiore,
    mentre il più giovane continuò a lavorare la sua striscia di  terra  e
    la  vigilia  di  mezza  estate  non scordava mai di portare primule ai
    piedi  degli  alberi  sulla  collina.  La  grande  fattoria  però  non
    prosperava,  e una vigilia di mezza estate, mentre il secondogenito si
    recava dal fratello minore,  lo vide sulla collina nei pressi dei  due
    alberi.  Non osando salire anche lui urlò: "Lascia subito la mia terra
    e porta via le tue mucche che danneggiano il mio  steccato!  Costruirò
    un  nuovo,  solido  recinto intorno alla mia collina,  e abbatterò uno
    degli alberi per avere il legname".
    Quella notte non ci furono né canti né balli sulla collina ma solo  il
    pianto di molte foglie;  il più giovane dei fratelli era molto triste.
    Il mattino seguente il secondo fratello  salì  sulla  collina  con  la
    scure  e  gli  alberi  rabbrividirono;  assicuratosi  che non ci fosse
    vento, che poteva fargli cadere l'albero addosso,  colpì il tronco con
    grande  forza.  L'albero  gridò  con  voce di donna mentre cadeva e il
    fratello minore,  che osservava la scena dal sentiero lungo  il  campo
    dove  pascolavano le sue mucche,  vide l'albero superstite colpire con
    un ramo il fratello, uccidendolo.
    Il più giovane divenne così padrone delle tre fattorie ma  continuò  a
    vivere  nella  più piccola,  vicino alla collina e alla solitaria Dama
    verde. A volte, nelle notti di luna piena, si udiva una triste melodia
    provenire dalla collina;  ogni vigilia  di  mezza  estate  il  giovane
    depositava un mazzo di primule tardive ai piedi dell'ultima Dama verde
    e le sue fattorie prosperavano.
    Ancora oggi molta gente,  anche senza conoscere questa storia,  non ha
    il coraggio di salire sulla collina dal solo albero,  specialmente  la
    notte  di  mezza estate.  Solo alcuni vecchi ricordano di aver sentito
    dire, durante la loro infanzia,  che la collina non avrebbe mai dovuto
    essere recintata perché apparteneva a una Dama verde.

    La collina e l'albero sono soli
    quello è un luogo triste e pericoloso.

 

condividi questo articolo

Prego registrarsi o autenticarsi per aggiungere un commento a questo articolo.
forse t'interessa anche.....
cerca
Anime e manga streaming
l'angolo del folle