mod_eprivacy
20 - 05 - 2019

Il ragazzo e le fate

Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 

 

il ragazzo e le fate
Cera una volta un ragazzo che tornando a casa,  una sera, si allontanò
    senza accorgersene  dal  sentiero  perdendosi  nella  grande  foresta.
    Quando giunse la notte il ragazzo,  stanco del lungo cammino, si stese
    sotto un albero e si addormentò.  Al risveglio,  alcune ore più tardi,
    si  accorse  che un grande orso era disteso accanto a lui con la testa
    appoggiata ai  suoi  vestiti.  Il  ragazzo  in  un  primo  momento  si
    spaventò,  ma  quando  si  accorse  che l'orso in realtà era mite,  si
    lasciò condurre da lui  attraverso  il  bosco  finché  vide  una  luce
    provenire  da  una  piccola capanna fatta di zolle erbose.  Bussò alla
    porta e una piccola donna gli aprì e lo invitò gentilmente a  entrare.
    Nella capanna,  seduta accanto al fuoco, c'era un'altra piccola donna.
    Dopo avergli offerto una buona cena gli  dissero  che  avrebbe  dovuto
    dividere con loro l'unico letto della capanna.
    Appena  coricato  il  ragazzo  sprofondò  in  un  sonno  pesante ma si
    risvegliò bruscamente al suono del pendolo che batteva la  mezzanotte.
    Vide  le  due  piccole  donne alzarsi e infilarsi dei cappelli bianchi
    appesi alla spalliera del letto.  La prima disse: "Io vado" e  l'altra
    aggiunse:  "Io  ti  seguo"  e improvvisamente scomparvero.  Spaventato
    all'idea di restare solo nella capanna,  e vedendo un  altro  cappello
    bianco  appeso alla spalliera,  lo indossò dicendo: "Io ti seguo".  Ed
    ecco che immediatamente una forza misteriosa lo portò al cerchio delle
    Fate dove tante piccole donne danzavano allegramente. A un certo punto
    una di loro disse: "Io vado alla casa di un  gentiluomo"  e  tutte  le
    altre:  "Io ti seguo".  Il ragazzo fece altrettanto e si ritrovò su un
    tetto, vicino a un alto camino.
    La prima fata,  poiché proprio di Fate si trattava,  disse:  "Giù  dal
    camino!" e le altre,  ripetendo la solita formula,  la seguirono prima
    attraverso la cucina e poi giù fino alla cantina.  Qui cominciarono  a
    prendere delle bottiglie di vino da portare via, poi ne aprirono una e
    la  porsero  al ragazzo il quale bevve così avidamente che cadde in un
    sonno profondo.  Al risveglio si trovò solo,  e tutto tremante ritornò
    nella  cucina  dove  incontrò  dei  servi che lo condussero dinanzi al
    padrone di casa; dato che non sapeva dare una valida spiegazione circa
    la sua presenza lì fu condannato all'impiccagione
    Quando già si trovava sul patibolo vide una delle piccole donne  farsi
    largo tra la folla,  in mano teneva un cappello bianco simile a quello
    che lei aveva in capo. La fata chiese al giudice di lasciare indossare
    il cappello al ragazzo prima di impiccarlo e il giudice,  non  vedendo
    cosa  ci  potesse  essere  di male,  acconsentì.  La fata si arrampicò
    allora sul patibolo e mise il cappello sul capo del  ragazzo  dicendo:
    "Io vado!" e il ragazzo,  rapidamente, rispose: "Io ti seguo!". Veloci
    come fulmini volarono fino alla piccola capanna nel bosco. La fata gli
    spiegò allora quanto  si  fosse  offesa  nello  scoprire  che  si  era
    appropriato del cappello bianco e aggiunse che, se voleva essere amico
    delle  creature fatate del bosco,  non avrebbe mai più dovuto prendere
    le cose di loro proprietà.
    Il ragazzo promise e, dopo una buona cena,  gli fu concesso di tornare
    alla sua casa.

 

condividi questo articolo

Prego registrarsi o autenticarsi per aggiungere un commento a questo articolo.
forse t'interessa anche.....
cerca
Anime e manga streaming
l'angolo del folle