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20 - 03 - 2019

La fata dell'anello

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la fata dell'anello


C'era  una  volta un re molto malvagio che viveva con suo figlio in un

    grande castello su una collina in  mezzo  al  bosco.  Il  castello  si
    trovava in una zona molto isolata e nessuno si inoltrava mai nel bosco
    per  timore di venir catturato dal re e da suo figlio ed essere tenuto
    prigioniero nel loro castello.
    Un giorno una graziosa fanciulla si perse nella foresta e  dopo  molto
    girovagare giunse nelle vicinanze del castello. L'oscurità era fitta e
    la  fanciulla  impaurita,  non  sapendo  che  fare,  corse al castello
    sperando di trovare qualcuno che le indicasse la strada di casa. Bussò
    e le aprì un servitore dall'aria rude.
    "Mi può indicare la via per tornare a casa?" chiese la fanciulla. "No,
    non posso,  ma chiamerò il mio  padrone"  rispose  il  servo,  e  così
    dicendo uscì dalla stanza sbattendo la porta.  Poco dopo entrò un uomo
    dall'aspetto forte e malvagio che le disse: "Sei molto lontana da casa
    ed è buio; seguimi e ti alloggerò per la notte". La fanciulla lo seguì
    attraverso un lungo  corridoio  buio  fino  a  una  stanza  fiocamente
    illuminata  e  arredata  con  mobili  antichi e preziosi.  C'erano due
    servitori nella stanza e l'uomo dall'aspetto malvagio,  che era il re,
    ordinò  loro  di  portare la cena alla fanciulla e di mostrarle poi la
    camera da letto.  Quando ebbe cenato fu condotta in camera e  lasciata
    sola.  La  camera  era  molto  confortevole ma la fanciulla cominciò a
    pensare a casa e a come dovevano essere preoccupati i suoi genitori.
    "Mi chiedo cosa sarà di me" disse fra sé e  sé.  "Non  mi  piace  quel
    grande uomo rude, e poi è così solitario qui!" Le lacrime cominciarono
    a sgorgare dai suoi occhi e non poté dormire per tutta la notte.
    Il  mattino  successivo il re e il principe chiesero alla fanciulla di
    fare colazione in loro compagnia,  ma lei  declinò  l'invito  dicendo:
    "Voglio  tornare  a  casa  dai  miei  genitori:  saranno  certo  molto
    preoccupati per la mia assenza".  A questo rifiuto il re  si  arrabbiò
    molto  e ordinò ai servitori di rinchiuderla in una stanza.  In realtà
    il  re  desiderava  farle  sposare  suo  figlio  e  infatti,  dopo  la
    colazione,  si  recarono  entrambi  nella stanza dove era rinchiusa la
    fanciulla, che implorò: "Vi prego di lasciarmi tornare a casa".  Ma il
    re  ancora  una  volta  rifiutò  e disse: "Desidero che tu resti qui e
    sposi mio figlio".  Nonostante le insistenze del re che le offrì  ogni
    sorta  di regali e ricchezze per convincerla,  la ragazza non ne volle
    sapere. Fu allora rinchiusa nella stanza,  le furono dati acqua e pane
    e  il  re prima di congedarsi le disse: "Se non acconsentirai alla mia
    proposta morirai".  La fanciulla cominciò a piangere  amaramente  e  a
    invocare  aiuto.  Mentre  piangeva  udì  un  leggero  picchiettio alla
    finestra,  guardò fuori e vide una donna bellissima su  un  sasso  che
    sporgeva  dalle mura del castello.  La donna le chiese il motivo delle
    sue lacrime e la giovane spiegò: "Sono prigioniera in questo  castello
    e domani morirò perché non voglio sposare il figlio del re".  La donna
    le disse di non piangere più e di seguirla, e così dicendo entrò dalla
    finestra,  aprì la porta e la condusse attraverso un passaggio  oscuro
    fino  ai cancelli del castello,  che trovarono aperti Nessuno le aveva
    viste e in un attimo si ritrovarono libere nello stesso bosco  in  cui
    la fanciulla si era smarrita il giorno prima.  Quando il re si accorse
    della sua scomparsa andò a cercarla con i suoi cani feroci.
    La fanciulla ringraziò la bella donna  per  la  sua  gentilezza  e  le
    chiese  quale fosse il suo nome.  La dama disse: "Io sono una fata del
    bosco,  ho sentito la tua richiesta d'aiuto e sono venuta,  ma ora  ti
    devo  lasciare".  La  fanciulla  fu  turbata da queste ultime parole e
    disperata disse: "Non so da che parte andare,  come  farò  se  non  mi
    mostrerai  la  strada  di casa?".  La fata allora le diede un anello e
    disse: "Prendi questo anello e legalo con un nastro. Tienilo davanti a
    te ed esso ti  condurrà  a  casa.  Ma  stai  attenta  a  non  perderlo
    altrimenti  smarrirai  la  strada e il re ti catturerà".  Dette queste
    parole la fata scomparve.
    La fanciulla era molto triste e sconsolata ma fece come le  era  stato
    detto  e  seguì  l'anello  che  fluttuava davanti a lei.  Dopo qualche
    tempo, rinfrancata,  si fermò per cogliere alcuni fiori che crescevano
    nel bosco ma così facendo perse l'anello. Continuò allora a vagare tra
    gli  alberi  finché  giunse  sulla riva di un fiume e mentre pensava a
    come attraversarlo udì un cane abbaiare e riconobbe la voce del re che
    lo richiamava.  La fanciulla era terrorizzata e  pensò:  "La  fata  mi
    aveva  detto di aver cura dell'anello e io l'ho perso e ho smarrito la
    strada: ora il re mi catturerà e mi riporterà al castello!".  Pianse e
    pensò  che  il  cuore le si sarebbe spezzato.  Mentre piangeva udì una
    voce che cantava dolcemente;  guardandosi intorno  vide  la  fata  che
    l'aveva liberata al castello.
    "Hai perso l'anello che ti ho dato?" le chiese, e la fanciulla annuì.
    "Mi  sono  fermata  per cogliere dei fiori e l'ho perduto.  Ora non so
    dove andare né come attraversare questo fiume e il re mi sta  cercando
    con  il  suo  cane."  A  quelle parole la fata si arrabbiò: "Sei stata
    distratta e negligente,  ma avrò lo stesso pietà di te e  ti  darò  un
    altro anello: seguilo e ti condurrà a casa".  Detto ciò scomparve.  Il
    re e il cane l'avevano quasi raggiunta ma la fanciulla seguì l'anello,
    trovò un ponte sul fiume,  lo attraversò e  si  ritrovò  finalmente  a
    casa.  I  suoi  genitori  erano molto preoccupati e vollero sapere che
    cosa le era accaduto; allora la fanciulla raccontò della sua terribile
    avventura,  dell'incredibile incontro con la bellissima fata e del suo
    anello incantato.

 

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