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24 - 05 - 2019

L'affascinante donna del bosco

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l'affascinante donna del bosco
C'era  una volta un giovane taglialegna che abitava nel bosco,  in una

    piccola capanna isolata,  con il pavimento di  terra  e  il  tetto  di
    fango,  così bassa che,  all'interno, vi si poteva a malapena stare in
    piedi.  Egli vi si trovava  bene,  perché  amava  starsene  seduto  ad
    ascoltare  il  canto  degli uccelli e tutti gli altri suoni del bosco.
    Potevano  passare  delle  intere  settimane  prima  che  scendesse  al
    villaggio,  e  non  riceveva  mai  alcuna  visita:  era  perfettamente
    abituato a stare da solo, e sopportava bene l'isolamento.
    Una  sera,   al  suo  ritorno,   rimase   completamente   esterrefatto
    nell'accorgersi che la porticina della capanna era socchiusa,  sebbene
    egli fosse certo di averla sprangata al mattino, prima di allontanarsi
    nel bosco in cerca di legna. Cosa era successo? Chi c'era lì dentro?
    In un primo momento pensò di aver ricevuto la visita di qualche  altro
    boscaiolo  solitario,  e  allora  sbirciò  attraverso la fessura della
    porta cercando di non fare rumore.  Dapprima  non  vide  quasi  nulla,
    poiché  ormai  si era fatto abbastanza buio,  ma poi un raggio di luna
    illuminò la sagoma di una persona seduta sulla  panca  di  legno.  Era
    sicuramente  una  fanciulla,  dato  che  i capelli le ricadevano sulle
    spalle.  Il  giovane  entrò,   con  una  certa  titubanza,   e  disse:
    "Buonasera!"  ma  non  ottenne  alcuna  risposta.  La donna continuò a
    sedere immobile,  in assoluto silenzio.  I suoi occhi risplendevano al
    chiaro di luna, e il suo sguardo era l'unica cosa viva e reale.
    Il giovane, per quanto la situazione gli sembrasse un po' sinistra, fu
    comunque   molto   contento  di  aver  ricevuto  una  visita  talmente
    inaspettata.
    "Bene,  ora preparo il caffè" pensò,  e accese  il  fuoco.  Quando  le
    fiamme  furono  abbastanza  alte,  si  accorse  che  la  fanciulla era
    insolitamente bella ma vestita in modo  strano:  indossava  una  gonna
    biancastra  a macchie grigie e nere,  simile al tronco di una betulla;
    la camicetta era dello stesso colore dei pini e degli abeti del bosco.
    Ai piedi aveva delle scarpe nere e appuntite,  portava degli orecchini
    gialli  come la resina disseccata e intorno al collo aveva una sciarpa
    rossa di seta di fattura piuttosto antiquata.
    Per tutto il tempo che il giovane impiegò per preparare  il  caffè  la
    donna continuò a osservarlo,  rimanendo immobile,  e quando lui gliene
    offrì una tazza,  ella si limitò a rifiutarla  con  un  piccolo  cenno
    della testa. No, il caffè non era proprio per lei.
    Si  piegò,  però,  lentamente  all'indietro e appoggiò una gamba sulla
    panca, pur continuando a fissarlo con i suoi occhi ardenti.
    Il suo sguardo aveva una forza seducente e ammaliatrice,  e il giovane
    fece involontariamente un passo verso di lei.
    Lo  sguardo  del  boscaiolo si posò sul pavimento e vide che dall'orlo
    della gonna spuntava l'estremità di una coda pelosa!  Ebbe un sussulto
    e fu sul punto di chiedere che cosa fosse quell'orribile cosa ma,  per
    sua fortuna, ci pensò due volte e disse, il più gentilmente possibile:
    "Signorina, attenta alla sottana!".
    La strana creatura avvampò allora di vergogna,  si alzò di  scatto  e,
    veloce come un lampo, fuggì via.
    Il giovane comprese che si trattava di una fata del bosco.  Capì anche
    che il  fatto  di  averla  smascherata  l'aveva  messa  in  imbarazzo.
    Fortunatamente, però, non l'aveva offesa, ma le si era rivolto in modo
    molto  cortese.  In  caso  contrario,  infatti,  la  fata  si  sarebbe
    sicuramente vendicata, prima o poi!
    Qualche tempo più tardi,  accadde qualcosa che lo convinse che la fata
    nutriva  sentimenti  benevoli nei suoi riguardi,  anche se non era più
    tornata  a  trovarlo.   Una  notte  infatti,   mentre  dormiva,   come
    d'abitudine,  sul  giaciglio  di rami d'abete che aveva disposto sulla
    panca, fu improvvisamente svegliato da uno strano rumore. Non sembrava
    un colpo? Sì, ora lo udiva di nuovo: era un chiaro colpo sulla piccola
    finestra di vetro. Ancora un colpo... cosa significava? Poiché dormiva
    sempre completamente vestito,  poté uscire velocemente e  scoprire  il
    significato di quei colpi: la capanna aveva iniziato a bruciare e,  se
    non fosse stato avvertito,  in pochi minuti per lui sarebbe  stata  la
    fine.  Così  invece  egli ebbe il tempo di evitare la sciagura: riuscì
    rapidamente a sedare l'incendio e poté, quindi, tornarsene a letto.
    Ma quella notte il giovane taglialegna non riuscì  a  prendere  sonno:
    continuava   a   pensare   al   pericolo   che  lo  aveva  sfiorato  e
    all'affascinante fata del bosco che gli aveva salvato la vita.

 

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