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20 - 03 - 2019

I dodici buoi

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i dodici buoi

 

Dice che c'era una volta un padre che aveva dodici figliuoli già
grandi che non stavano più a casa, ma lavoravano e avevano casa da sé.
Accadde che il padre ebbe ancora una bambina, e loro n'ebbero tanto
dispetto che non vollero più tornare dal padre e si misero in un bosco
a fare i falegnami. Quella ragazza aveva già quattordici o quindici
anni e i fratelli li conosceva, ma con loro non era andata mai.
Una volta andò a lavarsi in una fonte e prima si levò i coralli dal
collo perché non gli cadessero nell'acqua. Ora, un corvo che passava
di là li pigliò e li portò via, e lei dàlli dietro, arrivò in quel
bosco dove stavano i suoi fratelli. Il corvo andò a nascondersi in una
capanna dove loro abitavano e lei c'entrò dentro, ché non c'era
nessuno, e per paura che poi la maltrattassero si mise sotto al letto.
I suoi fratelli, venuti a casa, fecero colazione e se ne tornarono
fuori senza vederla. Alla sera lei preparò i taglierini e si nascose
di nuovo. Loro mangiarono, ma gli venne il sospetto che fosse qualche
strega che avesse fatto questo gioco. E uno di loro, all'indomani,
restò a casa e vide uscire di sotto al letto la sorella. La riconobbe
e le perdonò di essersi nascosta in quella maniera, e le disse che lui
mandava a dire alla madre che lei stava coi fratelli. Poi l'avvertì di
non andar a pigliar del fuoco a una casa vicina perché ci stavano le
streghe. Lei stette una quindicina di giorni senz'andarci. Ma una
volta lasciò venir sera e non aveva preparato la cena. Per far presto
andò per fuoco in casa delle streghe e trovò una vecchia che gliene
diede. Ma quella vecchia le disse che anche lei le domandava un
piacere, che all'indomani si lasciasse succhiare un poco da lei il
dito mignolo. E per mostrarle come doveva fare, chiuse l'uscio, le
fece mettere il dito nel buco e succhiò tanto sangue che quella povera
ragazza cascava quasi in svenimento. E la strega le disse che
all'indomani voleva fare lo stesso.
I fratelli della ragazza cenarono la sera come al solito, ma poi
guardando la sorella si accorsero che doveva aver qualche cosa, e a
forza di domande, si fecero raccontare tutto. E lei disse dunque che
all'indomani doveva venire la strega a succhiarle il dito. Il suo
primo fratello aspettò la mattina, e quando venne la strega, la
sorella non aprì, e quando quella mise la testa dentro per un
finestrino, il fratello con una sega gliela tagliò; poi aprì l'uscio e
gettò la testa e il corpo della strega giù in un burrone.
Accade che una volta quella ragazza va per acqua a una fonte e trova
una vecchia che le voleva vendere delle scodelle bianche; e lei non ne
voleva sapere, perché non aveva quattrini. Ma la vecchia tanto fece
che lei ne accettò una in regalo e la portò a casa. Arrivano i
fratelli che tornavano stanchi dal lavoro e avevano sete. E appena
bevono in quella scodella diventano tutti buoi, salvo uno che diventò
un agnello perché aveva bevuto poco. Figuratevi il dispiacere della
sorella e la paura anche di trovarsi sola affatto in quel deserto e
con quelle dodici bestie da mantenere!
Un figliuolo del principe, per fortuna, andando a caccia si smarrì in
quella boscaglia e passando vicino alla capanna domandò alloggio. La
giovane non voleva riceverlo, ma lui la pregò tanto che finalmente
acconsentì. Avendo veduto la bellezza di quella ragazza, il figliuolo
del principe la voleva sposare, ma lei rispose che non poteva lasciare
i suoi fratelli e doveva pensare a loro. Lui disse che s'incaricava
d'ogni cosa, e infatti sposò la ragazza e la fece principessa e mise i
suoi fratelli in una stalla di marmo colle sue belle mangiatoie; e
furono trattati come uomini.
Quella strega che era stata ammazzata dal primo fratello della
principessa era risuscitata e aveva giurato di vendicarsi, e cominciò
col tentare di mettersi lei nel posto della principessa. E in figura
d'una vecchiarella andò nel giardino dove c'era lei sotto un pergolato
insieme all'agnellino che era suo fratello. La vecchia domanda alla
principessa un grappolo d'uva e quella buona giovane va per dargliela,
ma intanto senza accorgersene era andata alla riva d'una cisterna, e
la strega la fece cader dentro. Quella poveretta piangeva là dentro,
ma nessuno la sentiva, salvo quell'agnellino che girava sempre intorno
belando. La strega pigliò la forma della principessa e si mise nel suo
letto. Arriva a casa il principe e le dice: "Cos'hai?".
"Sono malata a morte ed ho bisogno di mangiare un pezzo di
quell'agnello che sento gridare; se no, muoio."
Lui risponde: "Dunque tu dici bugie. Mi dicevi che l'agnellino era tuo
fratello e poi non è vero". La strega l'aveva fatto il marrone! E non
c'era più rimedio. Restò lì senza saper dir nulla. Il principe si
accorse di qualche cosa. Va in giardino e corre dietro all'agnello per
pigliarlo. E intanto s'accosta alla cisterna e sente sua moglie.
"Ma non eri in letto adesso?"
"No, è dalla sera che sono qui e nessuno m'ha sentita."
Lui la fece levare subito dalla cisterna, e la strega che aveva preso
la figura di lei fu subito presa e bruciata. E di mano in mano che il
fuoco bruciava o la mano o la gamba di quella strega, quei buoi
tornavano uomini e diventavano forti e robusti, e nel palazzo pareva
ci fosse una compagnia di giganti. E furono poi tutti principi,
padroni di tanti stati; ma io sono rimasto meschino, meschino!

 

 

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