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23 - 02 - 2019

Agrippa di Nettersheim (Heinrich cornelius)

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agrippa


(1486-1535) Medico, giurista e studioso tedesco, dalla cultura enciplopedica e dallo spirito indipendente.
Nato a Colonia, si laurea a vent'anni in lettere e prosegue gli studi in discipline diverse: giurisprudenza, medicina, teologia.
Profondo conoscitore di numerose lingue, viaggia in vari paesi europei spinto, più che dal desiderio di conoscere, dalle continue persecuzioni di cui era soggetto; a queste fanno però riscontro una stima e un rispetto incondizionati da parte di teste coronate, alti prelati, scienziati e filosofi.
Trasferitosi in Spagna e quindi, nel 1509, in Francia, insegnò teologia, ma le sue idee rispettose e innovative provocarono l'ira dei francescani, che lo fecero esiliare dalla città.
Negli anni successivi si hanno notizie di lui a Londra, a Colonia e in Italia, dove vive ben sette anni, insegnando a Pavia e Torino.
Sindaco di Metz nel 1519, ottiene dal vescono che non si dia seguito all'accusa di stregoneria avanzata dal Grande Inquisitore nei confronti di una contadina, ma la grande opposizione lo costringe ad abbandonare la città.
Lo troviamo successivamente a Friburgo, dove opera come medico, quindi alla corte di Luisa di Savoia, dove diventa medico personale della sovrana, infien a Lione, dove risiede per quattro anni.
L'opera De Incertitutude et Vanitate Scientiarum et Artium,,  che vede la luce in quegli anni, viene bruciata nel 1531 per ordine della facolà di teologia della Sorbona; un'altra opera sulla quale Agrippa lavora in quegli anni è il De Occulta Philosophia Libri Tres, che comincia a pubblicare a Bonn a partire dal 1532 con una durissima opposizione dell'Inquisizione.
Gli ultimi anni di vita vengono trascorsi a Lione, dove viene d'apprima incarcerato su ordine di Francesco primo, e quindi liberato, trovando rifugio a Grenoble, dove morì nel 1535.

LE OPERE:
Tra le opere a lui attribuite (oltre20, alcune delle quali sicuraente apocrife) la più importante e conosciuta è indubbiamente De Occultia Philosophia Libri Tres; viene pubblicata in edizione completa nel 1533, in volume in folio di 6 pagine non numerate e 365 pagine numerate. Non riporta il nome dell'editore e nemmeno il luogo si stampa, ma solo l'indicazione della data: luglio 1533.
La pubblicazione costa ad Agrippa lote durissime col senato dei magistrati della città di Colonia, ai quali era pervenuta nei suoi confronti l'accusa di eresia avanzata da un monaco dell'Inquisizione.
Queste reazioni, pur condannabili, sono però comprensibili a una lettura attenta dell'opera, divisa in tre libri, che affronta la magia dal punto di vista tradizionale e iniziatico. Non si tratta quindi, di una raccolta di antiche superstizioni (seppure se ne noti la presenza), ma di un testo di alta magia che pone, fin dalle premesse, l'accento sulla perparazione del mago: questo deve essere investito dall'illuminazione spirituale che viene dall'alto, trasmessagli dal proprio maestro, dopo essersi purificato in funzione di una maturazine e di un'espansione spirituale. Senza questo passo iniziale, nessuna opera può essere considerata di vera magia, ma solo un insieme di atti di stregoneria, ed è quindi votata all'insuccesso.
Il primo libro tratta della Magia Naturale; dopo un preambolo in cui si definisce cosa sia la magia (scienza superiore che assomma in sé fisica, Matematica e Teologia), Agrippa tratta  degli elementi e dei loro rapporti, delle corrispondenze, degli influssi astrali, delle caratteristiche e dei poteri occulti delle cose, delle fumigazioni, degli unguenti, delle fascinazioni, degli incantesimi, dei vaticini, della forza della parola.
Nel secondo volume, dedicato alla Magia Celeste, particolarmente importanti sono i primi 28 capitoli che trattano del numero, del rapporto, della musica e della proporzione. Segue la trattazione di argomenti astrologici.
Il terzo volume è dedicato alla Magia Cerimoniale.

IL PENSIERO:
La figura di Cornelio Agrippa è alla base del percorso di qualunque studioso di esoterismo: egli si occupa infatti, in maniera completa ed esaustiva, di tutti i più importanti aspetti connessi alla magia e l'analisi dei suoi scritti consente di farsi un quadro piuttosto preciso di quale fosse la visione del mondo del pensiero magico tradizionale.
Notevoli le sue intuizioni relative alla numerologia e alla cabala, così come la sua percezione della figura del mago.
Nonostante le persecuzioni di cui è oggetto (oltre alla fama di essere uno stregone), Agrippa si presenta come deciso assestore della Libertà di pensiero e d stampa, pur essendo convinto, secondo la tradizione esoterica, che il mago debba mantenere il segreto su tematiche ritenute incomprensibili ai non inisizati e pericolose se rivelate a chi non è degno o preparato.

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