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23 - 02 - 2019

Baylei, Alice A.

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(1880 - 1949) teosofa ed esoterista inglese
Nasce a Manchester; dopo aver perso in tenera età i genitori, viene edicata secondo rigidi principi tradizionalisti.
A 27 anni sposa walter Evans, rettore della Chiesa episcopale, al quale è accumunata dal fervore religioso; nel 1915 Alice entra nella Società Teosofica, applicandosi agli insegnamenti di Annie Besant e riferendosi costantemente a Helena Petrovna Blavatsky, fondatrice della Società.
Conosce Foster Bailey, segretario generale della Società Teosofica degli Stati Uniti; dopo un fallimento del matrimonio con Evans, dal quale a tre figlie, Alice sposa Bailey.
I primi contatti con il Tibetano, misterioso personaggio che comunica con lei telepaticamente, hanno luogo nel 1919: si tratta della stessa persona che Alice aveva incontrato di persona all'età di 15 anni e che le aveva pronosticato un futuro di viaggi e di servizio.
Nel 1923  Bailey fonda la Scuola Arcana, più aperta rispetto alla scuola esoterica della Società Teosofica, che aveva l'obiettivo di formare gli adepti; morirà  New York.

IL PENSIERO
Il sistema della Bailey, riportato in 22 opere (comprensive di 25 volumi) è particolarmente ricco ed eterogeneo; esso non viene mai presentato come il frutto della meditazione o della sperimentazione della donna, ma come il risultato della diretta dettatura del Tibetano.
Questo personaggio, di capitale importanza nella vita della Bailey, compare per la prima volta in una dichiarazione pubblicata nel 1934: "sono un discepolo Tibetano di un certo grado. Io vivo in un corpo fisico come gli altri uomini, ai confini con il Tibe, e in perti periodi . dal punto di vista esoterico, e quando altri miei doveri me lo consentorno, presiedo un vasto gruppo di Lama tibetani".
Egli afferma di essere spinto alla sua opera d'informazione dalla necessità di trasmettere la Luce: "devo perciò agire quale trasmettitore della Luce, a qualunque costo".
L'impostazione della Bailey, a differenza di quella di altri personaggi noti del movimento teosofico, rimane profondamente cristocentrica, anche se il Cristo viene visto come il Capo dei Maestri spirituali dell'umanità.
Egli non sarebbe, in verità, mai scomparso: si sarebbe solo celato, operando continuamente a favore dell'umanità, nell'attesa di manifestarsi nuovamente nel suo glorioso ritorno; gli adepti ne accelererebbero la venuta contribuendo a far maturare spiritualmente ogni individio.

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