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19 - 07 - 2019

Dracula

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Dracula....questo è il nome con cui tutti noi conosciamo Vlad Tsepes III; ma costui è realmente esistito o è solo una fantomatica creazione della fantasia di uno scrittore? La risposta è SI! Il conte Dracula è esistivo veramente...la domanda successiva è scontata: era un vampiro? abbiamo girato per la rete e abbiamo raccolto le informazioni più attendibili...a voi lettori giudicare dove finisce la storia...e inizia il mito:
Vlad III Dracula (2 novembre 1431 ? - dicembre 1476), conosciuto anche come Vlad Ţepeş (letto tse'pesh) o Vlad l'Impalatore, fu, a più riprese, principe di Valacchia: nel 1448, dal 1456 al 1462 ed infine nel 1476. Nacque a Sighişoara, in Transilvania.

Grazie al suo dominio, la Valacchia riuscì a mantenere la sua indipendenza dall'Impero Ottomano. La crudeltà nei confronti dei prigionieri gli valse il soprannome di Dracul, che in Rumeno significa "drago", ma fu anche detto l'Impalatore. La storia (romanzata) della sue gesta è stata in parte raccontata da BRAM STOKER nel romanzo DRACULA.
Dracula nacque nella fortezza di Sighişoara, in Transilvania. Suo padre, Vlad II Dracul, aveva ricevuto l'Ordine del Drago circa un anno prima. Questo ordine - simile, per certi versi, all'Ordine di Malta - era un ordine religioso originariamente creato nel 1387 da Sigismondo, re d'Ungheria (in seguito Imperatore del Sacro Romano Impero) e dalla sua seconda moglie, Barbara Cilli. L'ordine aveva un drago come simbolo. Scopo dell'ordine era di proteggere gli interessi del Cattolicesimo e lottare contro i Turchi.
L'Ordine in relazione a Vlad III è importante per diversi motivi: in primo luogo dà una spiegazione del nome Dracula: in rumeno Dracu indica diavolo, ed i nobili di Romania, conoscendo l'appartenenza di Vlad II all'Ordine del Drago, decisero di chiamarlo Dracul. Draculea che in rumeno significa Figlio di Dracul, fu spesso usato dallo stesso Vlad III nella corrispondenza ufficiale. In secondo luogo, fu l'abbigliamento tipico dell'Ordine ad ispirare a Bram Stoker certi particolari del suo Dracula.
Altro nome con cui era indicato, più che altro dalla gente comune, era "Ţepeş", che significa l'impalatore in rumeno, essendo questo il suo supplizio preferito. Anche gli Ottomani si riferivano a Vlad come Kaziglu Bey, cioè il Principe Impalatore, termine attestato a partire dal 1550.

Principe di Valacchia
Nell'inverno del 1436-1437, Vlad II divenne Principe di Valacchia (una delle tre province di Romania) e prese residenza nel Palazzo di Târgovişte, la Capitale della Valacchia.
Vlad III seguì suo padre, vivendo sei anni alla corte principesca. Nel 1442, per motivi diplomatici, Vlad III ed il fratello minore Radu furono dati in ostaggio al Sultano Murad II: Vlad III rimase prigioniero in Turchia fino al 1448, mentre il fratello Radu vi rimase fino al 1462.
Questo periodo di prigionia probabilmente giocò un importante ruolo nel carattere di Vlad III. Pare che proprio in quel periodo Vlad III assunse una visione molto pessimista. Nel 1447 i Turchi lo liberarono, informandolo della morte del padre Vlad II Dracul per mano di Vladislav II, un altro pretendente al trono di Valacchia. A Vlad venne anche detto di come il suo fratello maggiore Mircea era stato torturato e, infine, bruciato vivo a Târgovişte.
All'età di 17 anni, Vlad III Dracula, appoggiato dalla cavalleria turca e da un contingente del Pascià Mustafa Hassan, fece la sua mossa all'attacco del Trono di Valacchia, ma l'altro pretendente al Trono, Vladislav II, lo sconfisse solo due mesi dopo.
Per assicurarsi il trono di Valacchia, Vlad III dovette aspettare il 10 agosto 1456, quando riuscì finalmente ad uccidere il suo nemico (nonché assassino di suo padre). Vlad III iniziò quindi il suo più lungo periodo (sei anni) alla testa del principato, nel quale commise buona parte degli atti che lo resero famoso, rendendogli la fama per cui è a tutt'oggi noto.
Nel 1463, Vlad Ţepeş Dracula, a Plenari (Transilvania), con un piccolo esercito privato, affrontò le orde ottomane che dilagavano nella penisola Balcanica, riuscì ad intrappolare una parte dell’esercito nemico (12.000 uomini) in una gola e a distruggere il contingente nemico. Non fece prigionieri, i sopravvissuti furono tutti impalati, salvo uno, che fu rimandato indietro, con una cesta contenente la testa del suo generale. Con il suo coraggio e la sua ferocia impedì l’invasione del paese. Tralaltro Vlad Ţepeş è stato nominato eroe nazionale Nicolae Ceauşescu. Nacque da tale episodio anche la leggenda del vampiro (in turco, dracula = il sanguinario). Vlad aveva come compagna una donna detta Cristiana (ma in documenti -Cristina-) che aveva un segno particolare sul seno sinistro, che voleva rappresentare una rosa magica che dava forze divine. Era nata sul Mare Nero e proveniva da padre turco e madre rumena. Era di una bellezza particolare, mora con occhi verdi che nascondevono misteri mai scoperti. Il suo primo atto, una volta insediato sul trono di Valacchia, fu la vendetta verso i boiardi di Târgovişte per la morte di suo padre Vlad II Dracul e suo fratello Mircea: Nella domenica di Pasqua del 1456 arrestò tutti i boiardi, fece impalare i più anziani e costrinse gli altri a marciare fino alla città di Poenari. Durante questo terribile viaggio di cinquanta miglia molti morirono, ma ai sopravvissuti non fu concesso riposo fino alla destinazione. Quindi, Vlad III ordinò loro di costruire una fortezza sulle rovine di un antico castello, sul fiume Arges. L'impresa causò la morte di parecchi boiardi, dando a Vlad III il destro per creare una nuova nobiltà in Valacchia, e di ottenere una fortezza per eventuali future situazioni di emergenza.
Vlad III continua ad essere ricordato per le sue brutali punizioni, come descritto dai suoi detrattori Sassoni di Transilvania.


Le atrocità di Vlad Tepeş
Prima ancora di essere ricordato come un guerriero senza paura, le gesta inumane di Dracula saranno per molto molto tempo il suo eco più forte. Il suo metodo di tortura preferito era l'impalamento. Dracula non solo riadottò dai turchi questo atroce strumento di tortura, ma creò una propria "arte di impalare".
Dracula inventò un modo per impalare i ricchi, stendedoli più in alto di tutti o facendo ricoprire l'asta d'argento, inventò un modo per impalare i mercanti, con delle tacche incise sull'asta che avrebbero in qualche modo intralciato lo scivolamento del corpo verso la base dell'asta aumentando così sia la durata della tortura che l'agonia, creò un metodo per impalare le donne incinte, i bambini, i ladri, i vecchi, i guerrieri nemici, gli ambasciatori del Sultano, i traditori. Una registrazione dell'epoca, narra che durante un pasto dopo la battaglia, Dracula ricevette la visita di un cronista dal Vaticano. L'uomo si rivolse al Principe dicendo :"Come fate a mangiare qui mio Signore, l'odore è insopportabile. Dracula non si fermò a mangiare e nemmeno ostentò la benché minima sensazione umana quando, a seguito di quelle parole, ordinò ad una guardia di impalare quell 'uomo più in alto di tutti cosicché non avrebbe sentito l'odore dei corpi.
Nella città di Sibiu, nel 1460 Dracula fece impalare 10.000 persone in solamente tre ore. Non contento del suo atto, cosparse alcuni corpi con del miele (usato per oliare le aste da impalamento) cosicché sarebbero stati invasi da ogni tipo di insetto.
Nel 1459 Dracula si rese responsabile di uno dei più macabri avvenimenti nella storia umana. Durante il giorno di San Bartolomeo, a Brazov, Dracula fece invitare a palazzo alcuni mercanti, odiati e disprezzati dalla sua persona.
Prima di iniziare a mangiare, si rivolse loro con fare ironico domandando quanti regni essi avevano visto crollare nella zona della Transilvania e se il suo avrebbe avuto una sorte differente. Le risposte, esattamente come Dracula pensò, furono spudoratamente sarcastiche, atte ad esaltare il disprezzo che ognuno di loro provava per quel pezzo di terra.
Dracula decise di fargli riempire la pancia, e subito dopo la fine del pranzo, fece entrare le guardie e arrestò i mercanti. Ne mise uno di fronte all'altro, in una sorta di fila indiana. Fece sventrare il primo e obbligò il secondo a mangiare ciò che il collega, ormai senza vita, aveva nello stomaco. Continuò così e l'ultimo mercante ebbe una fine differente; venne fatto bollire e la sua carne fu data in pasto ai cani. Subito dopo questo atroce spettacolo uscì per le strade e impalò 3.000 persone, tra Boiari e mercanti.
Nel 1461 un ambasciatore del Sultano turco arrivò nel palazzo di Dracula. Si prostò ai piedi di Vlad III ma non si volle togliere il turbante perché rappresentava il simbolo della propria religione. Dracula irritato da quel gesto ordinò di inchiodare (con chiodi simili a quelli della crocefissione di Cristo) il turbante alla testa dell'ambasciatore, e pronunciò le parole:Credetemi se vi dico che non voglio che mai perdiate quel prezioso turbante.
Dracula fu sadico e spietato, inventò le armi batteriologiche, o meglio, ordinò agli appestati di travestirsi da guerrieri turchi e di entrare nelle fila del nemico, espandendo così la malattia. Buttò carogne di animali e uomini nei corsi d'acqua, incendiò interi villaggi nell'intento di terrorizzare il nemico infondendogli l'orrore nel cuore.
Dopo la sua morte misteriosa (c'è chi dice sia stato ucciso dai suoi uomini perché scambiato per un turco) sul campo di battaglia, molte sono le ipotesi su dove sia finita la sua salma. Alcuni pensano sia stata bruciata, altri pensano sia stata fatta a pezzi ed esposta ad Istanbul, ma la teoria più storica, è che il corpo di Dracula è stato ritrovato in una tomba di una cappella nella città di Snagov. Lo scheletro ritrovato infatti, aveva abiti in seta vermiglia ed un anello con inciso il simbolo dell' Ordine del Drago, l'Ordine a cui Dracula apparteneva. Dulcis in fundo, sembra che tutte le mattine un gruppo di monaci dedichi delle preghiere a quella tomba con lo scopo di "farlo stare buono".


CRONACA E LEGGENDA
Le fonti descrivono massacri compiuti da Vlad III dal suo secondo regno fino alla destituzione effettuata dal re ungherese Mattia Corvino nel 1462. Tra le tante vicende riportate, molte delle quali avvolte di leggenda, forse la piu' nota e' quella relativa all'impalamento di un invitato a pranzo,nei pressi di Brasov,che si era dimostrato sconvolto dalla presenza di tanti condannati agonizzanti sui pali disposti a corona intorno al tavolo da pranzo. L'uomo chiese a Dracula come si potesse mangiare in quelle condizioni e il voivoda senza scomporsi disse ."Vi da' fastidio?"-L'ospite annui' e allora , continuando a mangiare, ordino' di impalarlo su una pertica piu' alta delle altre:"Lassu' non sarete disturbato",aggiunse con perfidia. Pare che in piu' occasioni Dracula si fosse fatto scrivere in una coppa il sangue dei condannati; in altri casi inzuppo' il pane nel sangue; queste e altre credenze hanno certamente fornito la base sulla quale si formo' l'immagine di Dracula il Vampiro. Nel 1459 Maometto II, alla guida del potente impero ottomano, invio' ambasciatori a Tirgoviste x imporre un sollecito al pagamento dei tributi che venivano versati ai Turchi in cambio dell'indipendenza, tributi che pare ammontassero allora a ben 10.000 ducati veneziani d'oro. Gli ambasciatori furono ricevuti con tutti gli onori e x loro venne anche organizzato un ricco banchetto. Ma quando a Vlad Tepes furono portati dei lunghi chiodi e un martello,segnale convenuto, le guardie si avventarono sui messi di Maometto II e li gettarono a terra. Il feroce voivoda conficco' loro un chiodo nel cranio, mentre la strage venne completata. Solo un ambasciatore fu risparmiato: gli vennero cavati gli occhi , poi fu rimandato a Costantinopoli x riferire sull'accoglienza ottenuta. Dopo qualche tempo giunse un'altra ambasceria da Costantinopoli , scortata segretamente da un reggimento della guardia imperiale. La missione ufficiale era quella di ripetere le richieste dei tributi, ma in realta' si mirava a catturare Vlad Tepes. Questi pero' intui' il pericolo, si allontano' da Tirgoviste e con le sue truppe addestrate si apposto' a Giurgiu', sulle rive del Danubio. Nell'imboscata l'intera guarnigione ottomana fu annientata. A dimostrazione di come Vlad abbia combattuto a lungo e senza alcuna pieta' i Turchi. si puo' citare una lettera da lui scritta al re d'Ungheria, l'11 febbraio 1462, in cui lo informava di aver giustiziato den 23.883 turchi solo negli ultimi tre mesi. Nell'aprile 1462 gli ottomani organizzarono una spedizione complessa e articolata : mentre 175 navi da battaglia risalivano il delta del Danubio puntando ad occidente,l'armata turca attraverso' il fiume e invase la Valacchia. L'ultimo avamposto del voivoda valacco, la citta' di Braila, fu distrutto e incendiato dopo l'assedio. Tutte le altre localita' fino a Nikopolis subirono la stessa sorte. Ma Tepes non si arrese affatto, il 17 aprile dello stesso anno si lancio' in un assalto notturno nel buio della foresta di Baneasa, fra il Danubio e le Prealpi Carpatiche. Con un'inarrestabile carica la sua cavalleria sorprese nel sonno i Turchi: ne vennero uccisi piu' di 7.000 e il sultano stesso si salvo' a stento, solo grazie al coraggio dei suoi giannizzeri. Tuttavia le forze di Vlad erano ormai ridotte ai minimi termini e verso la fine di giugno le armate ottomane giunsero in vita di Tirgoviste. La citta' era appena stata incendiata perche' non cadesse in mani nemiche e davanti alle mura erano stati eretti 20.000 pali con altrettanti prigionieri uccisi. Secondo la tradizione questo spettacolo convinse il sultano a ritirarsi,anche xche' non poteva piu' contare troppo sul coraggio dei suoi uomini, terrorizzati da una simile spietatezza. Nella citta' distrutta venne lasciato un nuovo voivoda ,il favorito del sultano, Radu cel Frumos, che non era altri che Ra du il Bello, fratello di Vald III da lui consegnato come ostaggio ai turchi,come abbiam visto, quando era ancora un bambino. Questi odiava il fratello ed era quindi diventato il miglior esecutore delle volonta' del sultano. Vlad Tepes dovette ritirarsi e con i suoi uomini piu' fedeli risali' il fiume BIstrita, lasciando al suo passaggio incendi e morte. Continuava a confidare nell'alleanza con il re d'Ungheria ma la situazione era mutata a suo svantaggio. Il re Mattia Corvino infatti si trovava ad aver molto bisogno dell'appoggio dei ricchi mercanti tedeschi, che erano stati in passato duramente perseguitati dal voivoda, convinto sostenitore di una Valacchia libera. Durante la ritirata, mentre Tepes risaliva la valle di Arges x cercare di raggiungere il castello di Poienari, dove si sarebbe rifugiato, fu fermato da alcune truppe ungheresi guidate da Jan Jiskra de Brandys, noto condottiero , che lo condusse come prigioniero al castello di Bran. Due anni dopo fu portato alla fortezza di Visegrad, alla periferia di Pest,dove rimase x ben 12 anni. Nelle tradizioni popolari dei villaggi lungo la strada che conduce al castello di Poienari ,permangono oggi numerose leggende che testimoniamo l'appoggio dato dalle genti valacche a Tepes, considerato un vero eroe,combattente x la liberta' della Valacchia.
Secondo una tradizione ad Erefu nei pressi della fortezza il popolo si mobilito' x coprire la fuga di Vlad Tepes. I sette maniscalchi del paese ferrarono i suoi cavalli al contrario x creare tracce false, e ne ricevettero come ricompensa sette colli ai piedi dei monti Fagaras. Pochi km oltre, nel Borgo di Capatinenii, si narra invece che dopo la fuga di Tepes dalle segrete del castello, la locale principessa x non cadere in mano ai turchi, si getto' da una finestra, sfracellandosi nel fiume Arges.Oggi la gente definisce questo tratto dell'Arges "fiume della principessa". Per Vlad l'impalatore non era ancora giunta l'ora della fine.

IL MONASTERO MALEDETTO....

Come tutte le leggende che si raccontano sulla vita di Dracula, le circostanze della sua morte, e la conseguente accusa di vampirismo, sono avvolte nel mistero. La fine di Dracula e' avvenuta nel bosco di Vlasia, nascosto in una zona paludosa a nord di Bucarest. Il suo corpo mutilato e senza testa venne trovato da alcuni frati che si trovavano a passar di li'. I religiosi lo portarono nel monastero di Snagov, che sorge su un isola al centro di un lago dove fu sepolto di fronte all'altare della chiesa. Qualcuno dice che venne tradito dai suoi concittadini in cerca di vendetta; altri che fu ucciso da un sicario turco e la sua testa venne portata al sultano di Costantinopoli; altri ancora giurano che non e' affatto morto e che il suo spirito vive sottoforma di vampiro. Il suo corpo riccamente vestito,venne riesumato nel 1935; si ebbe allora la conferma che fu decapitato: un metodo ampiamente riconosciuto e praticato soprattutto in Valacchia x distruggere i vampiri. Confesso che fu' con una certa apprensione che, sempre insieme alla mia guida, mi diressi verso il lago ove sorgeva la tomba di Dracula, guidando su strade impercorribili che attraversavano la foresta. Ci trovammo alla fine in una zona paludosa vicino alla riva di un bellissimo lago. Ci circondava una strana mistura di catapecchie e di grandiose ville di ex- funzionari comunisti, queste ultime ancora sorvegliate da soldati. Andammo in cerca di qualcuno che ci traghetasse fino all'isola, ma dopo 1 ora di trattazioni con un marinaio locale, sembrava che la cosa fosse impossibile. Decidemmo allora di pernottare li' vicino x ritentare l'indomani. Trovammo una locanda vicino alla riva. L'oste era un uomo grosso e gioviale, felice di avere ospiti venuti da lontano. Quando gli chiesi qualcosa su monastero, mi racconto' che i contadini locali credono che l'abbazia e l'isola siano ancora infestate dal vampiro, e che la leggenda di Dracula era ancora profondamente radicata nella zona. Il monastero di Snagov ha una storia turbolenta, u distrutto + volte e Dracula stesso lo fece ricostruire e fortificare; il suo fratellastro " Vlad il monaco" ne fu abate x un breve periodo. Si crede ancora che Dracula abbia nascosto molti suoi tesori nelle vicinanze, alcuni dei quali infondo al lago. Nel 1940, 1977,1986 e nel 1990 e' stato lesionato da terremoti; nel XIX secolo e' stato adibito a prigione.
Un tempo c'era un ponte che collegava l'isola con la riva del lago, ma poco dopo la sua costruzione crollo' durante un temporale,portandosi in fondo al lago una catena umana di prigionieri in catene che lo stavano attraversando. si dice che le grida e il rumore delle catene si sentano ancora nelle notti di tempesta. L'oste promise di darci una mano a trovare una barca la mattina dopo, e ce ne andammo a dormire. Solo nella mia stanza,steso nel letto, cercavo di prendere sonno ascoltando il ronzio delle zanzare che mi volteggiavano sulla testa. Dopo colazione uscimmo x incontrare il pescatore che secondo l'oste ci avrebbe portato sull'isola,ma ancora una volta fummo delusi: la barca gli era stata rubata pochi giorni prima. Intanto il cielo si era coperto di nuvole nere e si sentivano in lontananza lampi e tuoni. Due giovani contadini uscirono all'improviso da dietro un canneto, dicendoci che ci avrebbero portato loro. Salimmo sulla loro barca e mentre attraversavamo il lago l'isola apparve lentamente davanti a noi, circondata da salici piangenti.
Il monastero aveva grosse crepe dovute ai terremoti; galline e capre vagavano tra le costruzioni. Accostammo ad un vecchio e malandato pontile, e avvertimmo i due ragazzi che non saremmo rimasti x piu' di 1 ora. Sembravano alquanto riluttanti a rimanere, ma ci assicurarono che ci avrebbero riportati indietro. Ci avvicinammo alla splendida porta intagliata del monastero, aperta a meta'. Dall'interno non proveniva alcun suono. Era buio,salvo il tremolio delle candele che si rifletteva nelle tante icone d'oro e d'argento. Mentre mi avvicinavo all'altare la figura piccola e scura di una suora spunto' da dietro una colonna e mi fisso'.
"Era questa la tomba di Dracula?" domandai. La suora non rispose ma continuo' a fissarmi con sguardo strano,come se vedesse qualcosa attraverso di me. La mia guida ripete' la domanda in romeno.
"Si,c'era il corpo di Dracula",rispose la religiosa.
"Ne abbiamo avuto conferma quando fu' riesumato, xche' gli vennero trovati un anello e un fermaglio che erano appartenuti al padre e da lui erano stati lasciati in eredita' al figlio maggiore".


Di tutto il materiale raccolto (parliamo di centinaia di pagine minunziosamente esaminate), questo che vi abbiamo proposto sembra il più attendibile e storicamente compatibile; abbiamo apportato meno modifiche possibile, in modo da non alterare in alcun modo il contenuto degli articoli, per far decidere a voi dove finisce la realtà e inizia la leggenda di questo misterioso e sanguinario personaggio...

 

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