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23 - 02 - 2019

Faust

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Fatti storici della sua vita con certezza. Nel 17 ° secolo, si è addirittura messo in dubbio che ci sia mai stato un Faust storico, e il leggendario personaggio è stato identificato con un tipografo di Magonza chiamato Fust. Johann Georg Neumann nel 1683 ha affrontato la questione nel suo Disquisitio historica de Fausto praestigiatore, stabilendo esistenza storica di Faust sulla base di riferimenti contemporanei.

Basandoci solo su ciò che abbiamo potuto verificare come materiale attendibile, possiamo affermare che le varie leggende narrate su questo personaggio (i suoi contatti con il diavolo e i favori ottenuti), sono quasi sicuramente nati e accreditati dalla Chiesa Luterana, la quale vedeva un potenziale pericolo nelle voci che avevano un effetto a dir poco magnetico sulla popolazione in merito alla vita e alla morte del dottor. Faust; screditando e demolendo la reputazione del defunto, si servirono del Volksburg (il genere letterario più adatto dell'epoca per diffondere nozioni storiche); da lì in poi abbiamo un guazzabuglio di autori che vi si sono inspirati, trasformando un personaggio realmente esistito in un mito letterario.

Le leggende che seguono questo personaggio sono poi molteplici, forse la più famosa ai giorni nostri è "la tragica storia del dottor Faus":

Il dramma narra la storia di Faust, uno studioso così avido di conoscenza da non accontentarsi del sapere accademico, della medicina e della teologia, avventurandosi nel campo della magia nera. E siccome la ricerca autonoma e libera della verità (la
filosofia o la scienza) era stata da sempre in contraddizione con la teologiadogmatica, dopo aver compiuto un'invocazione nel suo studio, gli appare il diavolo Mefistofele con il quale stipula un patto: Faustus avrà la conoscenza ed i servizi del servo di Lucifero per 24 anni, dopo i quali Lucifero avrà la sua anima. A questo punto, Faustus prova un momento di liberazione che assomiglia ad un desiderio sconfinato d'onnipotenza Egli riesce solo a compiere piccoli atti di bassa levatura. Dapprima fa apparire a sé i sette vizi capitali
, poi si prende gioco della corte di Roma. Durante tutta l'opera, Faustus viene continuamente consigliato da due angeli, uno buono e uno malvagio, simboleggianti i due lati della nat
ura umana. E sebbene l'angelo buono riesca più volte ad insinuare in Faustus il dubbio sulla sua scelta per salvargli l'anima, le minacce di Mefistofele e le apparizioni di Lucifero lo fanno presto desistere dal proposito di rompere il patto.
Prima di morire fa apparire a sé la mitica Elena di Troia, con la quale si stringe in un appassionato abbraccio in uno dei momenti più appassionati e poetici del dramma. L'abbraccio è sacrilego (Elena viene evocata dal diavolo ed è lei stessa un demonio, per cui l'amplesso conferisce a Faust natura demoniaca), nonché mistico. Elena, infatti, rappresenta la sapienza con cui il filosofo si congiunge tradizionalmente in un abbraccio erotico.
Nell'ultima ora della sua vita, Faustus dà vita ad un famosissimo soliloquio, nel quale l'opera raggiunge un altissimo livello di poesia.

 

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