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19 - 04 - 2019

Jack lo squartatore

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È stato il primo e il più famoso dei serial killer di tutti i tempi, autore di almeno cinque delitti di prostitute commessi nel malfamato quartiere di Whitechapel, a Londra, fra il 31 agosto e l’8 novembre 1888, eppure la sua identità resta a tutt’oggi un mistero.
Sono oltre 100 le persone sospettate nel corso dei decenni di essere state Jack, compresi Oscar Wilde, lo scrittore Lewis Carrol, il pittore Walter Sicker, il padre Winston Churchill e il Duca di Clarence, erede al trono d’Inghilterra.
Ma i sospetti della polizia si concentrarono all’epoca su una manciata d persone ben diverse; il primo, definito un “pazzo ebreo polacco”, si chiamava Aaron Kosminski, parrucchiere, scapolo e malato di mente, rinchiuso in manicomio nel 1891.
Forse una donna. Fu l’ex capo di Scotland Yard, Sir Robert Anderson, a prendersi il merito di averlo smascherato, ma Kosminski non corrispondeva nell’aspetto e nell’età ai vari uomini visti con le vittime prima della loro morte.
Un altro, John Druitt, era descritto come medico e morì suicida nel Tamigi nel dicembre del 1888: lo si sospettò solo perché il suo suicidio ebbe luogo poco tempo dopo l’ultimo omicidio; per l’ispettore Abberline, che fu incaricato di indagare sui delitti, il sospettato numero uno era invece un certo tale Gorge Chapman, un emigrato polacco, individuo violento che visse a Whitechapel nel periodo dei delitti.
Quando era a Whitechapel avvennero i tremendi delitti di jack; quando se ne andò in America, a Jersey City, i delitti smisero e ne iniziarono di nuovi, molto simili, proprio nel New Jersey; quando tornò in Inghilterra, i delitti nel New Jersey cessarono e Chapman iniziò a uccidere una moglie dopo l’altra.
Tuttavia, al di là delle coincidenze, non c’è nulla che lo leghi davvero ai delitti di Whitechapel; se fosse stato processato lo avrebbero assolto per mancanza di prove.
Ci fu anche chi ipotizzò, come Arthur Conan Doyle, creatore di Sherlock Holmes, che l’assassino fosse una donna, magari una levatrice, che dunque poteva girare indisturbata con il grembiule sporco di sangue a qualunque ora del giorno e della notte, senza suscitare sospetti.
Nel 1992 spuntò addirittura un diario che sembrava pareva essere appartenuto a tale James Maybrick, commerciante di cotone che in quelle pagine confessava i delitti di Jack lo Squartatore, ma si dimostrò un falso, una truffa per tentare di vendere le “memorie” di Jack a caro prezzo.
Più interessante una lettera di John Gorge Littlechild, capo del Dipartimento segreto di Scotland Yard nel 1888, emersa nel 1993 in cui si indica come indiziato un americano, tale Francio J. Tumblety, sospettato di essere Jack.
In effetti, i giornali americani dell’epoca diedero effettivamente conto della caccia a questo Tumblety per i delitti di Whitechapel.
Quest’uomo detestava le prostitute e conservava in casa una collezione di reperti anatomici in formalina, che mostrava orgoglioso ai suoi ospiti.
Nonostante gli indizi, però, non fu mai arrestato e il suo aspetto (alto, di colorito rosso e con grandi baffi) differiva dai sospetti visti dai testimoni. A oggi, dunque, Jack lo Squartatore elude ancora i suoi inseguitori.

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