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19 - 05 - 2019

come evitare di avere "chiodi nello stomaco"

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Come evitare di ritrovarsi “un chiodo nello stomaco”

Ti sembra di avere un chiodo nello stomaco? Sarà bruciore, reflusso o ulcera? Ecco come capirlo:

 


Il bruciore:
di solito la pirosi è causata da alcuni alimenti, fumo, stress, abiti troppo stretti e soprappeso

L’ulcera: l’ulcera è una malattia infettiva causata dal batterio Helicobacter pylori, che abita nello stomaco e si elimina con gli antibiotici. Se senti dolore alla parte alta dell’addome, fame, digestione lenta o cattiva, eruttazioni, di sicuro ce l’hai.

Il reflusso: il reflusso gastroesofageo colpisce 4 uomini su 10; la diagnosi è presto fatta se hai crampi, alito cattivo, raucedine, difficoltà a deglutire, tosse secca e persistente, bruciore, addirittura asma e la sensazione d’avere un corpo estraneo nella gola, ma l’unico modo per effettuare una diagnosi corretta di ulcera o reflusso è la gastroscopia. Insieme all’ecografia addominale, che evidenza eventuali disturbi biliari (calcoli o infiammazioni al pancreas) che a loro volta possono generare disturbi della digestione con sintomi in parte sovrapponibili ad altre malattie.

 

Le regole a tavola: con questi devi andarci piano

Bevande gassate: le bollicine gonfiano lo stomaco e disturbano il cardias.

 : provoca rigurgito, dilata il cardias e favorisce così la risalita di cibo e succhi gastrici verso la bocca.

 ALCOOL: aumenta la produzione di succhi gastrici, che rendono il contenuto dello stomaco più acido. A stomaco vuoto l’assorbimento avviene più rapidamente: se proprio devi bere, fallo durante ai pasti in modo moderato e responsabile.

 caffé: espresso o all’americana, stimola la produzione di saliva, la secrezione della bile e la funzionalità intestinale. Meglio non berlo con latte bollente: l’acido tannico del caffè a elevata temperatura si combina con la caseina, proteina del latte, dando vita al tannato di caseina, composto chimico a bassa digeribilità.

Fritture e cibi grassi: richiedono molto tempo per essere digeriti e al sensazione è di pesantezza o di cattiva digestione.

 
Formaggi: i grassi, le proteine e il calcio del latte stimolano la produzione di acido al pari di vino e birra e richiedono un tempo lungo di digestione. Possono quindi accentuare i sintomi di una gastrite o di una esofagite.

Agrumi:
da consumare con cautela se soffri di reflusso, anche se l’acido che contengono è roba da ragazzi in confronto a quello che è prodotto dallo stomaco.

Menta:
anche se quest’erba aiuta la digestione, non è una sostanza amica di chi soffre di reflusso acido perché riduce il tono della valvola gastro-esofagea, favorendo cpsì la risalita di acido e aumentando la sensazione di bruciore.

 6 cose da fare subito se lo stomaco brucia

 Basta fumare:

soprattutto dopo i pasti. Le sostanze contenute nelle sigarette provocano il rilassamento dello sfintere esofageo permettendo al contenuto acido di risalire lungo l’esofago

 addio pennichella:

non sdraiarti dopo aver mangiato. Se lo fai, la forza di gravità lavora a tuo svantaggio. Aspetta almeno 3 ore prima di coricarti e tieni la testa sollevata di 15-20 cm.


Mantieni la linea:

nell’uomo il grasso corporeo in eccesso aumenta la pressione sullo stomaco che a sua volta genera una pressione, che può indurre bruciori, all’interno dello stomaco stesso.

Evita le abbuffate:

mangiando lentamente e masticando a lungo ottieni una migliore triturazione del cibo che facilita l’attività gastrica, e i cibi rimangono meno a lungo nello stomaco. Anche per questo è preferibile consumare 3-4 pasti durante il giorno.

Datti una mossa:

l’esercizio fisico on solo contribuisce a ridurre lo stress, allevia i sintomi del disturbo. Ma attenzione: un allenamento sbagliato intensifica il bruciore. Non servono 100 flessioni, che potrebbero forzare gli acidi verso l’alto: meglio una corsa di 20 minuti o persino una breve passeggiata intorno all’isolato. Evita invece di sdraiarti sul divano davanti alla tv.

Prendi la vita con calma:

lo stress è una tra le cause principali di vari disturbi allo stomaco. Le tecniche di rilassamento e di respirazione come lo yoga ti possono aiutare a ridurre il livello di tensione, riequilibrando i tuoi scompensi organici.

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