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23 - 05 - 2019

Infezioni da virus respiratorio sinciziale

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Il virus respiratorio sinciziale appartiene al genere Paramyxovirus che comprende anche il morbillivirus, il
virus parainfluenzale e il virus della parotite.
È un virus ad RNA, con capsule elicoidale, mantellato con glicoproteine di superficie tra cui la
proteina F
che è responsabile dell’attività fusogena che determina la penetrazione del virus all’interno della cellula
ospite e il passaggio da una cellula all’altra con formazione di sincizi.
L’infezione è ubiquitaria è la diffusione avviene per contagio interumano diretto, visto che
il virus ha una
scarsissima resistenza all’ambiente esterno


Si verificano epidemie nei mesi invernali, tutti i bambini che attraversano 2-3 epidemie si infettano.
A 4 anni Ab nei confronti del virus sono presenti in tutti i soggetti.
Il virus colonizza le prime vie respiratorie e determina danno cellulare mediato dalla risposta immunitaria
dell’ospite (non c’è effetto citopatico) cioè con meccanismo immuno-allergico.
La malattia è grave nella prima infanzia e nel lattante dove non è presente immunità mentre le successive
infezioni sono meno gravi.
Le IgA secretorie determinano immunità locale protettiva, mentre le Ig circolanti non proteggono in casi
gravi.



Clinica

Le manifestazioni cliniche sono molteplici:

oadulti e adolescenti: rinite, faringo-tonsillite, otite media

oanziani: bronchite acuta/bronchite cronica riacutizzata

obambini: bronchiolite (< 2 anni), polmonite (3-5 anni)

opseudocroup

come si nota la malattia da RSV è più grave nella prima infanzia, poi con lo sviluppo dell’immunità le
reinfezioni sono sempre meno gravi, tranne che nell’anziano dove vi sono condizioni favorenti (calo delle
difese specifiche e aspecifiche, stasi polmonare).
la diagnosi viene fatta tramite l’isolamento del virus dalle secrezioni respiratorie.
La coltura è difficile in quanto ci sono poche cellule permissive.
Non è presente effetto citopatico ma formazione di sincizi.

 

Bronchiolite

È una sindrome ad eziologia virale che colpisce i bambini di età < 2 anni caratterizzata da infiammazione con ostruzione delle utime diramazioni bronchiali. Oltre all’RSV, raramente si possono avere forme da virus parainfluenzale o adenovirus. La massima incidenza si ha nel 2° trimestre di vita in quanto prima dei 3 mesi si ha la presenza di Ab materni protettivi.È presente infiammazione con ispessimento della parete dei bronchioli dovuta ad edema ed infiltrato linfomonocitario fino all’occlusione del lume da parte dei detriti cellulari e del muco. Quando l’ostruzione è completa l’aria viene intrappolata e successivamente riassorbita con fenomeni di atelettasia, quando l’ostruzione è parziale invece si crea un meccanismo a valvola con un quadro di enfisema. Le alterazioni non sono uniformemente distribuite per cui accanto a zone atelettasiche e enfisematose ci sono zone di parenchima integro. Le conseguenze fisiopatologiche sono rappresentate da compromissione degli scambi gassosi che nelle forme meno gravi interessano soltanto l’ossigeno con ipossia e nelle forme più gravi anchela CO2 con ipercapnia.


Clinica

Il periodo di incubazione è di 1-7 giorni.
L’inizio è caratterizzato da sintomatologia di interessamento delle alte vie respiratorie che dura per 1-3
giorni, con assenza di febbre o febbricola rinorrea e tosse secca.
Poi compare in modo acuto spesso drammatico il quadro tipico della bronchiolite: 


O polipnea e dispnea inspiratoria con rientramento del giugulo e degli intercostali e tirage (retrazione della fossa sopraclaveare con evidenzia dei muscoli accessori in quanto l’incremento delle resistenze al flusso aereo determina l’impiego dei muscoli respiratori accessori)

O cianosi, pallore e agitazione

O tosse secca continua di tipo parossisitico (pertussoide)

O tachicardia dissociata dalla temperatura corporea (180/200 al minuto)

O alterazione delle condizioni generali


all’EO sono presenti segni di enfisema acuto:
riduzione del murmure vescicolare, fini rantoli subcrepitanti
diffusi, sibili, ipofonesi, torace espanso e basi ipomobili
.
Con l’evoluzione benigna della sintomatologia rimangono solo segni di bronchite.
Possibili complicanze sono: otite catarrale media (virus) o purulenta (batteri), superinfezioni batteriche,
disidratazione, disordini metabolici, scompenso cardiocircolatorio.
L’evoluzione è favorevole nel 90% dei casi, mentre nell’1-10% è letale squilibri idroelettrolitici ed acido-
base determinati dall’ipercapnia o per scompenso cardiocircolatorio.



Diagnosi

Leucociti e VES sono per lo più:
L’ECG
evidenzia tachicardia sinusale, p polmonare, asse elettrico deviato a destra, T piatto.
L’Rx
torace evidenzia irregolarità di areazione per atelettasie multiple variabili, accentuazione della trama
broncovascolare, infiltrazioni peribronchiali e ingrandimento degli ili.
È presente inoltre il quadro dell’enfisema con torace espanso, coste orizzontalizzate, diaframma piatto, aree
di iperdiafania.

Terapia


Si basa sull’ossigenoterapia e sulla ribavirina
(in aerosol).
Va fatta anche terapia di supporto con liquidi e correzione delle alterazioni metaboliche e acido-base.
Non vanno usati broncodilatatori per l’immaturità delle strutture bronchiolari per cui mancano i recettori per
questi farmaci. Anche per gli steroidi non è provata una sicura attività.
Gli antibiotici vanno usati soltanto in caso di complicanze batteriche.

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